La visione

La visione


Parma città d’oro non è soltanto la mostra di un vasto ciclo di progetti architettonici coordinati per la città.

È un invito e, al tempo stesso, un appello.

Da una parte è uno stimolo a interessarsi del bene comune per cittadini che vogliano contribuire alla definizione della visione strategica del luogo dove vivono.

Il Progetto Urbano, come reinvenzione contemporanea della matrice storica della città, offre loro un coinvolgimento nella sfida collettiva della rigenerazione urbana sui nuovi paradigmi della sostenibilità e della quarta rivoluzione industriale.

Dall’altra è una chiamata, un’occasione per mettere in valore le molte energie riscoperte durante la tragica fase della pandemia.

Nei mesi di apertura si svilupperà infatti una discussione pubblica sui temi salienti della città che mobiliterà la società civile a ritrovarsi sui problemi da risolvere e sulle qualità da sviluppare.

«La stanza della condivisione» a chiusura della mostra è il simbolo di questo approccio, il punto in cui i visitatori, sia in presenza sia in remoto, potranno esprimersi sulle destinazioni future degli scenari presentati e degli edifici censiti dall’Atlante Civile dell’Architettura, cioè del patrimonio storico artistico a vocazione collettiva.

Così, solo così, il Progetto Urbano diventa Strategico.

Attraverso il coinvolgimento di tutti, a ogni livello, finalizzato alla condivisione di proposte da realizzare.

I due soggetti che lavorano da anni al concretizzarsi di questa opportunità sono accomunati da una sintonia di azione e da intenti comuni.

La Fondazione Cariparma svolge, dalla costituzione, il suo ruolo di risorsa rivolta a sostenere le Istituzioni nel servire al meglio la propria comunità di riferimento e nel contempo a stimolare la comunità a farsi direttamente carico dei problemi.

Connotata dalla sua natura privata e indipendente, la Fondazione si impegna in ambito filantropico come soggetto innovatore e facilitatore che cerca di ideare, sperimentare e valutare nuovi modelli di intervento necessari a soddisfare i bisogni che emergono sui piani sociale, culturale, educativo e sanitario.

La Fondazione può essere per questo non soltanto un sostenitore filantropico, ma anche un promotore, aggregatore, disseminatore di conoscenza, valorizzando tra l’altro le proprie collezioni d’arte, ricche di numerose testimonianze dell’intensa e qualificata progettualità già riscontrabile quando Parma era capitale di un piccolo stato.

Docenti del Dipartimento di Ingegneria e Architettura presentano, in questa occasione, una ricerca progettuale da anni interessata alla città, sia come ambito di intervento e terreno di lavoro, sia come committente ideale a cui rendere conto.

Lo fa dialogando con i molti saperi tecnici necessari alla sua corretta trasformazione ma anche interrogando tutte le materie che possono apportare un contributo qualificato al suo miglioramento.

Lo fa prevedendo nella propria metodologia il confronto sistematico con gli esperti esterni e con la popolazione, in maniera trasversale e aperta.

La stanza della condivisione che conclude la mostra non è allora solo il luogo dove questi intenti trovano compimento. Non è quindi solo il cuore e al tempo stesso il cervello dell’iniziativa.

È anche il rimando, perfettamente comprensibile leggendo le mappe urbane con tutte le ipotesi tra cui orientarsi e scegliere, al luogo vero della condivisione.

Appunto, la città.

Dario Costi, Francesca Magri, Carlo Mambriani